Masoneria

Tavola del fr:. S:. M:. (g.c. Loggia Sol Invictus Or:. di Bondeno)

La Massoneria non è una Religione, nè una Filosofia. Se dovessi comunque optare fra le due fattispecie in premessa preferirei optare per la Filosofia secondo termini di riferimento occidentali e limitatamente al periodo storico moderno, negli ambiti etici-morali-estetici per ciò che concerne gli aspetti conoscitivi e di ricerca.

Peraltro Religione e Filosofia potrebbero coincidere, come ad esempio nell’Epicureismo e nello Stoicisimo, in senso laico; pertanto, questi sistemi di organizzazione del pensiero vennero avversati dalle Religioni costituite con distorsione dei loro contenuti ascetici e sapienziali.

La Massoneria non è una religione perchè al suo centro è posto l’Uomo, in relazione con se stesso, con gli altri uomini e con  il mondo in cui vive, assumendosene responsabilità, gettando ponti, attivando dialoghi.

La Massoneria non è estranea al Sacro ed al Divino, ma non prescinde mai dall’Uomo. Dalla sua Coscienza, in termini di Ragione, Intuizione e Sentimento.

Nel periodo illuminista si parlò di Religione Civile, che è di fatto un ossimoro concettuale fra due realtà quasi inconciliabili, allora come ora.

Sarebbe stato l’Ideale Massonico degli illuministi ad ispirare una Religione Utopica, che comunque aveva già gettato le sue radici in epoca rinascimentale e nelle aspirazioni ideali di Bruno e Campanella per la costruzione di una nuova o meglio rinnovata Civiltà, a fronte delle religioni storiche e degli sviluppi della Riforma e della Controriforma.

Una Massoneria vissuta in senso religioso e non civile, quindi nei fatti come un’istituzione con la centro Dio o il GADU, potrebbe comportare atteggiamenti mistici che proiettano all’esterno di se stessi, verso l’unione sacra con Dio, ma con annullamento della propria identità e individualità.

Altro sarebbe un esoterismo religioso in termini di autoconsapevolezza e di percorso verso la medesima, che il Cristianesimo istituzionale ha sistematicamente distrutto nello spazio temporale tra il Concilio di Nicea e di Vienne, perchè sarebbe venuto meno il ruolo della Chiesa e dei suoi “professionisti” in un contatto diretto fra Uomo e Dio (contatto che è presente in altre religioni o confessioni seppure a determinate condizioni di elezione e iniziazione).

La Massoneria non offre nè promette prospettive salvifiche in un’altra vita e in un altro mondo. Mettendo al centro l’Uomo e l’Umanità prospetta loro un percorso impegnativo di miglioramento di se stessi. E’ sì una proposta salvifica, ma che l’iniziato deve realizzare da solo e senza intermediari “per seguir virtute e conoscenza”.

Per quanto riguarda la Filosofia, la Massoneria non fa capo ad una sola filosofia, ma ha sviluppato un importante sincretismo nel corso del suo sviluppo, facendo proprie scuole e tendenze (talvolta creandole o promuovendole essa stessa – n.d.r.) che ne definiscono la caratteristica e la particolarità.

Il rituale di apertura dei lavori massonici è in tal senso esplicito, ed ancor più esplicito è il rituale di iniziazione al grado di Apprendista nell’individuazione di principi e concetti a valenza filosofica in generale, ed in particolare negli aspetti etico-morali.

La filosofia ha ispirato la Massoneria, ma la Massoneria ha pure ispirato la filosofia, e molto fortemente a partire dal ‘700, con i filosofi illuministi francesi e inglesi, per la maggior parte massoni. A noi appare chiaro il significato dell’affermazione di Kant: “La volta stellata sopra di me, la Legge morale dentro di me“.

Il trinomio della Rivoluzione Francese è più probabile che sia passato dai Massoni ai filosofi illuministi, come pure il concetto di Religione Civile prima accennato.

Il rapporto reciproco e vitale ha sicuramente mantenuto il suo potere propulsivo nel secolo successivo e fino al ‘900. Anche in quest’ultimo periodo filosofi e massoni hanno portato avanti con impegno la loro idealità, spesso con testimonianze personali di rilievo nella vita pubblica, oltre che nell’ambiente culturale ed accademico.

Alla stato attuale questo rapporto sembra venir meno, a partire in particolare dagli Anni ’60, che coincidono con l’inizio della Post Modernità, per arrivare ai giorni nostri, nell’epoca della Post Verità.

A mio giudizio non sono comunque venute meno le tematiche filosofiche nelle logge, nè penso che filosofi e uomini di pensiero non le frequentino più. E’ forse venuto meno il rapporto in tempo reale fra Filosofia Cultura e Politica, in relazione al quadro socio-politico, economico e culturale in generale.

Alcune domande:

  • Quale ruolo recitano Filosofia e Massoneria in rapporto alla “Società Liquida” individuata da Z.Bauman?
  • Filosofia e Massoneria sono rimaste al passo coi tempi rispetto alla rivoluzione informatica ed al web?
  • Filosofia e Massoneria utilizzano linguaggi appropriati, in particolare nel dialogo fra di loro, come era accaduto in precedenza?
  • Il nostro impegno, di massoni, dentro e fuori la nostra Istituzione, è adeguato a farci comprendere dal mondo esterno?
  • Usiamo strumenti adeguati per difenderci dagli attacchi che ci sono rivolti?

Dobbiamo necessariamente fare un esame di coscienza e di realtà per definire “che cosa siamo“, dopo che ho evidenziato, a parer mio, “che cosa non siamo“.

Credo fermamente nella validità dei nostri ideali, dei nostri contenuti e come si dice oggi della nostra mission.

Mi rimane solo il dubbio – da uomini del dubbio – se stiamo utilizzando un linguaggio adeguato, non tanto tra noi, ma verso l’esterno, per il Bene dell’Umanità ed alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo.

S:. M:.

Maestro Venerabile della Loggia Sol Invictus

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4 Aprile 2017 e.v.

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Fonte

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