Masoneria

Orazione del fr:. a:. mu:., tenuta in occasione della Tornata Solstiziale a logge riunite del 16 Giugno 2017 “a cielo aperto” presso l’Oasi Naturalistica “Il Seme” di Ponte Rodoni (Ferrara) per celebrare il 300° Anniversario della Massoneria Moderna, con l’egida del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna.

Raramente la Massoneria celebra date storiche. Normalmente celebra solo equinozi e solstizi ritenendoli fasi fondamentali nel processo di rigenerazione della Natura e della stessa vita umana.

In Italia l’unica eccezione è la ricorrenza del XX Settembre, quando i massoni ricordano la famosa Breccia di Porta Pia, tappa fondamentale nel compimento dell’Unità nazionale.

Ma certo, quest’anno, gli stessi massoni – quelli italiani e quelli di tutto il mondo – non potevano trascurare un’altra data fondamentale della propria storia: il 24 Giugno 1717, giorno in cui quattro logge londinesi, riunite in una locanda cittadina (tuttora esistente), diedero vita alla prima Gran Loggia della Massoneria Moderna, dotandosi di norme e codici – Landmarks e Antichi Doveri – che regolano e ispirano tuttora l’attività di tutte le Grandi Logge, compreso il Grande Oriente d’Italia, ed ogni singola Officina Massonica di tutto il mondo, succedute a quel fatidico incontro di 300 anni fa. Giorno non a caso combaciante con il Solstizio d’Estate e la Festa di San Giovanni Battista, che, al pari di San Giovanni Evangelista (cui è legato il Solstizio d’Inverno), costituiscono i tutori simbolici dei rituali massonici.

Dunque il Calendario della storia ci dice che in questa data la Massoneria compie 300 anni. Ma la Massoneria adotta un altro metodo simbolico per misurare il tempo, adotta un proprio Calendario Massonico, per il quale questi 300 anni corrispondono in realtà a 4300 anni di Vera Luce.

Questa particolare datazione deriva dalla consuetudine, adottata dagli stessi padri fondatori della massoneria londinese e perpetuata fino ai giorni nostri, di aggiungere 4000 anni alla corrispondente data del calendario profano (per cui oggi saremmo nell’anno 6017), ritenendo che a tanto risalisse la Genesi, ovvero l’origine, del mondo, secondo i calcoli, allora ritenuti scientifici, di un prelato anglicano del XVI secolo, James Usher, che aveva tratto dalla Bibbia una precisa cronologia degli eventi che portarono alla creazione del mondo.

Oggi sappiamo che questa datazione non ha più alcun valore scientifico. Sappiamo che l’Universo ha non meno di 13,8 miliardi di anni, che il nostro sistema solare avrebbe invece “appena” 4,3 miliardi di anni, mentre l’origine della specie e dell’evoluzione della coscienza umana si sarebbe sviluppata solo circa 13/14mila anni fa.

Ma quei 4000 anni aggiuntivi all’età delle vicende umane raccontate dalla storia terrena, per i massoni moderni conservano inalterato e pienamente valido tutto il loro valore simbolico, perché stanno a testimoniare, come nel caso di questo 300simo compleanno della stessa massoneria, che quest’ultima ha molti più anni di quelli “ufficiali”.

Quei 4300 anni simboleggiano che la Massoneria esiste praticamente da quando la specie umana ha preso coscienza di sé stessa ed ha cominciato a porsi gli interrogativi fondamentali sul perché e sul fine della propria esistenza.

La Massoneria dunque ritiene di esistere da sempre, e non disdegna affatto di riconoscersi, come propria genealogia spirituale e sapienziale, negli Antichi Misteri degli Egizi e del Mondo Classico in generale, sia dell’Occidente che, come vedremo, dell’Oriente, vicino e lontano. Così come non disdegna affatto i propri connotati giudaici e cristiani, ed anche i contributi ricevuti dal mondo islamico e dalle religioni e filosofie orientali. Anche le idee più “eretiche” sono state studiate dalle comunità massoniche di ogni tempo, evitando che fossero cancellate per sempre dai dogmatismi e dai fondamentalismi religiosi, per i quali oggi staremo forse parlando ancora di una Terra piatta, immobile al centro dell’Universo, con il Sole che le orbita attorno, e così via…

Affermare che la Massoneria ha 4300 e più anni, significa anche affermare il rispetto per tutte le forme sapienziali e spirituali del mondo antico che hanno fatto da base allo sviluppo della scienza e del mondo moderno, e che tuttora lo proiettano nel futuro.

Un esempio probante deriva dalla sua stessa riforma di tre secoli fa.

Quella che scaturì dalla famosa riunione del 24 Giugno 1717, fu infatti definita come la nascita della cosiddetta “Massoneria Newtoniana”, dal nome di uno dei più illustri iniziati del tempo, e soprattutto dalla modernità dello spirito scientifico abbracciato fin da allora dalla massoneria, spirito legato alle nuove frontiere della fisica e della ricerca aperte dalle teorie dello stesso Isaac Newton.

Ebbene se nessuno può negare che Newton sia stato un esponente fondamentale della scienza moderna, è altrettanto innegabile (e storicamente documentato dai suoi scritti) che egli fu nello stesso tempo un “Mago”, come lo si intendeva nei tempi antichi, ed abbia dedicato gran parte dei suoi studi ad antichi saperi come l’Alchimia e la Cabala, fors’anche in misura maggiore del tempo dedicato all’elaborazione delle teorie della fisica moderna che da lui ha preso il nome.

Sappiamo poi che l’Era Newtoniana, e la Massoneria che ne ha sostenuto e diffuso lo spirito, ha dato molti altri frutti. Ad esempio l’Enciclopedia e l’Epoca dei Lumi. Le grandi rivoluzioni politiche e sociali del XVIII e XIX secolo che hanno dato vita alle moderne democrazie nel Nuovo e Antico Continente, alla dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, e così via.

Uno dei lasciti permanenti di quel periodo è sicuramente il famoso trinomio – Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. Liberté, Égalité, Fraternité – che dal 1700 campeggia all’Oriente di ogni tempio massonico.

Ebbene anche in questo caso la matrice di questi principi ha una storia molto più remota, scolpita molti secoli prima sulla facciata di un monastero Sufi, quindi in pieno mondo islamico.

La Massoneria non disdegna affatto di riconoscere i propri debiti spirituali e sapienziali da qualunque cultura e fonte religiosa essi provengano.

La Massoneria non è però una religione, né ha mai preteso di esserlo. Crede nel libero pensiero e nella libertà di ogni ricerca spirituale.

Non impone un proprio Dio od un proprio Credo. Si rifà ad un concetto trascendente che essa definisce Grande Architetto dell’Universo, lasciando libero ogni Fratello di declinare questo concetto secondo le proprie personali inclinazioni e credenze religiose.

Nella stessa loggia possono quindi convivere – e convivono – in armonia cristiani, ebrei, mussulmani, induisti, animisti, buddisti e perfino gnostici ed atei, purchè, questi ultimi, disposti almeno ad ammettere che l’esistenza umana possa avere finalità ed effetti trascendenti che vanno oltre la mera vita biologica (o carbonica) dell’individuo.

Insomma la Massoneria applica in concreto, da sempre, quello che la stessa Chiesa Cattolica di oggi propugna con vigore: il dialogo interreligioso.

Eppure, nei suoi 300 anni di storia, la Massoneria per questo suo “sincretismo” ha guadagnato ben 500 condanne da parte della stessa Chiesa Cattolica, che ha a lungo scomunicato tutti i liberi muratori, e tuttora, pur avendo attenuato tale scomunica, li considera in uno stato di “peccato grave” che interdirebbe loro ogni sacramento.

Raramente però la stessa Chiesa Cattolica ha accettato un confronto sereno sui principi fondamentali della Massoneria, anche perché probabilmente alla fine avrebbe dovuto per proprietà transitiva scomunicare se stessa.

Sul piano dei principi, infatti, non c’è nulla all’interno della massoneria che contrasti quelli cristiani (tant’è che molti cristiani, anche cattolici, continuano a vivere la propria esperienza massonica senza alcun conflitto di coscienza).

Non a caso, nel momento fondamentale dell’iniziazione massonica, il nuovo fratello viene vincolato al rispetto di principi fondamentali quali “fare al prossimo tutto il bene possibile” e “non fare ad altri ciò che non si vorrebbe fosse fatto a se stessi”, ed infine l’impegno a praticare la solidarietà e la beneficenza, ovvero soccorrere il prossimo ed i fratelli, sempre e come i propri mezzi lo consentono.

Cosa c’è di così anti-cristiano o anti-cattolico in tutto questo? Spiegazioni convincenti non le abbiamo mai ricevute.

Alla fine affiora il sospetto che ciò che continua a non esserci perdonato dalla Chiesa sia essenzialmente la Breccia di Porta Pia e ciò che ha significato per l’affermazione dello Stato Laico in Italia. Un’affermazione purtroppo non del tutto compiuta, e ancora da difendere.

Idee ed uomini perseguitati di ogni epoca, hanno trovato rifugio nella Massoneria. Qui hanno trovato spazio e difesa per la loro libera ricerca. Qui vive ancora la grazia e l’amore di Iside, della Maddalena, della Grande Madre, e del Logos primigenio… Qui si conservano ancora l’onore e le canzoni di Camelot, degli antichi cavalieri, dei trovatori…  Qui vive ancora Merlino, qui la Magia, l’Alchimia, la Kabhala sono ancora al riparo da ogni volgare dileggio profano, e vengono studiate come le matrici più antiche della scienza più moderna…

Ma non è solo della storia spirituale dell’uomo che nei templi massonici si conservano le chiavi più pure ed originali.

Nel Tempio, in ciò che vi si può apprendere, vi sono anche le chiavi per interpretare in modo diverso anche la storia civile, sociale, intellettuale ed artistica dell’uomo.

Qui si impara a leggere la Divina Commedia come l’intendevano gli iniziati contemporanei di Dante, i Fedeli d’Amore. Qui si impara a leggere la storia delle grandi rivoluzioni , delle nazioni, delle democrazie, e dei principi sociali, in modo assai diverso da come ci viene insegnato  a scuola.

Tutto questo, nel bene e nel male di quanto una istituzione nobile, ma pur sempre umana e fallace, come la Massoneria, può rivelare di se stessa e del proprio ruolo.

Qui s’impara, ad esempio, che la moderna pratica della democrazia (ogni testa un voto), retaggio dell’antica Grecia,  è rinata paradossalmente sulle navi pirata del XVI e XVII secolo, comandate da massoni ed ex templari. Ciurme che eleggevano i capitani e gli altri responsabili della nave per alzata di mano, tenendo conto unicamente dei loro meriti e della loro esperienza.

Ebbene queste ciurme avevano assunto (non a caso) le antiche insegne della flotta templare, la Jolly Roger, la famosa bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate, inalberata per la prima volta sulle navi cristiane ai tempi delle Crociate.

Il famoso pirata Capitan Kidd fu massone. Uno dei primi Templari-pirati fu Roger de Flor, figlio del falconiere dell’Imperatore Federico II.

Oppure si può apprendere che Zorro è veramente esistito ed era un massone: si chiamava William Lamport, alias Guillen Lombardo de Guzman, nato in Irlanda nel 1615, costretto ad un certo punto della sua vita a rifugiarsi in Messico dopo anni trascorsi sui campi di battaglia ed anche nelle più pericolose alcove di dame della nobiltà europea. Nel nuovo mondo non ebbe però miglior fortuna, nel 1642 fu arrestato dall’Inquisizione con l’accusa di aver tentato un colpo di stato basato su magia nera e stregoneria. In realtà William Lamport aveva dato vita ad una sorta di piccola crociata personale per liberare indios e schiavi neri.

Alcuni suoi seguaci (probabilmente “fratelli”) riuscirono a farlo evadere dalla prigione, ma il vero Zorro, da coraggioso e disperato ribelle, non volle mettersi al sicuro oltre confine e rimase in Messico per battersi ancora contro l’Inquisizione importata dalla Spagna, da cui fu nuovamente sconfitto e condannato a morte.

Prima di salire sul patibolo ebbe il tempo di scrivere un suo memoriale, che arrivò due secoli dopo fino a McCulley, l’autore della leggenda romanzata di Zorro, passando di loggia in loggia.

All’interno delle stesse Logge si può apprendere anche che, ad esempio, la stessa Unità d’Italia, da Nord a Sud, completata con l’impresa dei Mille guidati dal massone Giuseppe Garibaldi, è stata in gran parte finanziata dalla Massoneria inglese (con un milione di piastre turche).

Qui, nella Loggia, si può apprendere come all’origine di questo finanziamento ci fosse semplicemente la volontà inglese di salvaguardare le proprie lucrose concessioni sullo zolfo ed il marsala prodotti in Sicilia (che il re Borbone voleva invece trasferire ai francesi, che offrivano ovviamente condizioni più vantaggiose).

Un favore, molto “interessato” al nostro Risorgimento, che venne in parte restituito agli inglesi anche con la brutale repressione operata dal fratello Nino Bixio, luogotenente di Garibaldi, nei confronti dei contadini di Bronte, accusati d’essere briganti e rivoltosi… Così la pace tornò nelle terre di Bronte, terre che in gran parte appartenevano alla famiglia del  fratello massone ed ammiraglio inglese Orazio Nelson

All’interno della Loggia si può apprendere ad esempio che la stessa indipendenza americana è stata in parte comprata dai massoni francesi, rilevando un ingente debito di gioco dell’ammiraglio inglese Sir George Brydges Rodney, che si “sdebitò” a sua volta, giungendo in ritardo, con le sue navi, nell’ultima fondamentale battaglia di Washington per l’indipendenza americana, a Yorktown.

Altre luci, altre ombre della Massoneria. Una delle sue figure più famose, il generale Albert Pike, riformatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato e dei suoi rituali, considerato una delle più grandi figure dell’esoterismo americano, citato nei libri di storia della Massoneria, purtroppo lo è anche in quelli della storia politica e militare come uno spietato criminale di guerra. Durante la Secessione americana, militava sotto le bandiere del Sud, e guidava un reparto di guerrieri indiani che si rese responsabile di tali atrocità, da essere richiamato e disperso dalle stesse autorità sudiste.

Inoltre, mentre rivedeva i rituali del Rito Scozzese, questo non impedì allo stesso Pike di fornire un supporto rituale e ideologico  anche al tristemente noto KKK, Ku Klux Klan.

Schiavitù e razzismo dunque figurano fra gli scacchi neri delle Logge. Non a caso perfino un massone dal genio poetico come Walt Disney mentre spargeva nel mondo tanta gioiosa fantasia tramite i suoi favolosi cartoni animati in technicolor, in realtà non voleva “neri” fra i dipendenti dei suoi studios.

Tutti questi esempi, certamente non del tutto edificanti, ci dicono che la Massoneria custodisce molte verità, sconosciute ai più, non certo tutte onorevoli. Eppure anche con queste dobbiamo imparare a convivere, sorretti dalla consapevolezza che le pagine luminose scritte dalla Massoneria sono di gran lunga più fulgide e numerose.

Non è stato certo un caso se i primi, e purtroppo per ora ancora unici veri accordi di pace, degni di questo nome, fra arabi ed israeliani, siano stati raggiunti quando il presidente egiziano Sadat ed il premier israeliano Rabin poterono stringersi la mano chiamandosi reciprocamente “fratello”.

Non è stato un caso che l’artefice della Primavera di Praga, Dubceck, sia stato massone. Né che lo sia stato Allende, l’ultimo presidente del Cile democratico prima della dittatura di Pinochet. O che il padre della principale roccaforte “laica” (almeno fino alla recente svolta islamica di Erdogan) all’interno del mondo islamico, la Turchia,  sia stato il pur discusso massone Ataturk. Che lo siano stati moltissimi premi Nobel, moltissimi scienziati, filosofi, filantropi… Il Sole dei templi massonici non ha mai smesso di splendere, al di sopra di ogni nube che ne ha potuto offuscare parzialmente i raggi.

Dicevamo all’inizio di questa esposizione che nel 1717 si è aperta l’era della Massoneria e della Fisica Newtoniana.

Da tempo siamo passati in un’altra era della fisica e della scienza moderna, contraddistinta dal nome e le teorie di un altro grande iniziato: l’era di Albert Einstein e della Relatività che ha superato la fisica di Newton unificando le dimensioni Spazio-Tempo e Materia-Energia.

Attualmente si è aperta un’altra era, quella di Plank e della teoria dei Quanti. E si è in attesa di un’ulteriore era scientifica che riesca a coniugare Einstein e Plank, e scoprire così il segreto più intimo dell’Universo, della sua creazione e del miracolo della Vita.

Non è detto, ma non sarà improbabile che in qualche modo la Massoneria possa dare ancora un contributo anche a questa nuova era, perché, come ha ricordato recentemente uno dei massimi astrofisici italiani, scienziato del Cern,  Claudio Verzegnassi, l’approccio che permetterà di penetrare questa nuova frontiera della fisica non potrà essere meramente scientifico, ma richiederà anche un’intuizione per così dire “esoterica” per immaginare e formulare l’essenza del tutto, dal micro (l’infinitamente piccolo) al macrocosmo (tutto ciò che ci avvolge e di cui facciamo noi stessi parte). E questa riserva di saperi e sensibilità esoteriche la si trova ancora proprio nelle logge massoniche.

La cosa che più siamo in grado di sperimentare nelle logge è infatti il Mistero.

E’ questa l’emozione fondamentale alla base della vera Arte e della vera Scienza. Colui che non riesce più a sorprendersi, nè a stupirsi è praticamente morto, è una candela spenta. Parole di un grande iniziato che abbiamo citato poco fa: Albert Einstein.

Quindi coraggio. Benvenuti a tutti i presenti, fratelli, sorelle e amici profani, tutti ci auguriamo portatori sani di future speranze. Che le vostre candele, e quelle di questa Loggia, non siano mai spente!

a:. mu:.

16 Giugno 2017 e.v.

Nota – Questa relazione contiene ampie citazioni testuali da altre tavole dello stesso autore (v. L’Anima Ribelle della Massoneria, Primi Passi, ecc.).

 

Fonte

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