Masoneria

Proprio in questi giorni la Massoneria celebra il proprio 300° Anniversario, prendendo come riferimento la fatidica data del 24 Giugno 1717, giorno in cui quattro logge londinesi (in realtà tre di Londra ed una del Westminster) si riunirono per dar vita alla prima Gran Loggia massonica dell’era moderna. Da quel momento la Massoneria da operativa si trasformò in speculativa e quel 24 giugno 1717 viene festeggiato in tutto il mondo. Lo sarà particolarmente quest’anno, ricorrendo esattamente il 300° compleanno dell’Istituzione.

Compleanno che sarà celebrato nello stesso giorno a Roma, a Villa del Vascello, sede del Grande Oriente d’Italia. Mentre il giorno successivo, Domenica 25 Giugno, un’analoga celebrazione, aperta a tutti i cittadini, si terrà a Bologna presso la Sala della Cultura del Museo della Città, in via Castiglione n. 8, a cura del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna, al quale fanno capo tutte le 42 logge della regione.

 

Il convegno di Bologna prevede vari interventi (a partire dalle ore 10,30) che cercheranno di illustrare il percorso compiuto dalla massoneria in questi ultimi 300 anni, nel mondo, in Italia e soprattutto nella nostra regione, in Emilia Romagna. Compito, quest’ultimo che sarà assunto dal prof. Stefano Arieti, docente dell’Università di Bologna e Maestro Venerabile della Loggia Ca Ira della stessa città. Arieti metterà particolarmente in rilievo la diversa genesi massonica delle logge sorte nelle zone controllate dal papato (Bologna, in primis) e quelle sorte in città e ducati più “secolari”.

Seguiranno gli interventi del prof. Claudio Bonvecchio (Università dell’Insubria), Grande Oratore del GOI, del dott. Italo Comelli (Università Popolare di Parma) che presenterà il nuovo Catalogo del Museo Massonico di Compiano di cui è stato egli stesso il curatore.

 

I lavori saranno introdotti, moderati e conclusi dal presidente del Collegio Circoscrizionale, dott. Mario Martelli.

 

La partecipazione, come si è detto, è aperta a tutti, ovviamente nei limiti della capienza della Sala della Cultura del museo di via Castiglione.

 

Durante la mattinata saranno inoltre concretamente onorate le finalità benefiche che hanno sempre contraddistinto la massoneria, attraverso una congrua donazione all’AGEOP, la benemerita associazione onlus che assiste le famiglie dei bambini ammalati di cancro.

 

La Costituzione della prima gran loggia massonica, elaborata dal reverendo James Anderson, pastore presbiteriano, fu data alle stampe il 17 gennaio 1723. Quel testo divenne un punto riferimento, e lo è ancor oggi, per tutti i massoni del mondo. La Libera Muratoria infatti si diffuse in poco tempo in tutta l’Europa e in America: Francia (1721), Olanda (1725), Spagna (1726), Russia (1732), Svezia (1735), Svizzera (1736), Polonia (1739), Austria (1742), Danimarca (1743), Norvegia (1745), Massachusetts (1735). Lo stesso avvenne anche in Italia, dove nel Settecento, grazie a influenze inglesi, francesi e tedesche fiorirono logge in gran parte della Penisola. Durante il governo napoleonico, l’attività latomistica ebbe una florida stagione e, nel giugno del 1805, Milano diventò sede del primo Grande Oriente d’Italia. Il viceré Eugenio di Beauharnais fu il primo Gran Maestro. Dopo la Restaurazione, la Massoneria si disperse e solo in poche aree geografiche, soprattutto al Sud, fu garantita la continuità delle logge che si risvegliarono con l’avvento del Risorgimento. Nel 1859, la loggia Ausonia di Torino, animata da ferventi patrioti, diventò la cellula costitutiva di quel Grande Oriente che, ispirandosi alla solida struttura del periodo napoleonico, assunse nel tempo l’identità dell’istituzione nazionale oggi conosciuta. La sua organizzazione andò di pari passo con il processo di unificazione italiana. Torino fu la prima sede, poi fu la volta di Firenze e infine Roma, dopo la Breccia di Porta Pia nel 1870. E la storia continua, in Italia e nel mondo.

 

 

Articolo tratto dal sito del Grande Oriente d’Italia e del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna.

 

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