Masoneria

Tavola del fr:. S:. M:. (documento ritrovato nelll’archivio storico della R:.L:. Giordano Bruno 852 all’Oriente di Ferrara, anno 2016 dell’era volgare).

Il Deismo può essere affrontato in ottica filosofica e specificatamente massonica, e va detto da subito che i filosofi in questione sono stati anche massoni nella maggior parte dei casi.

Con il termine Deismo si intende un orientamento di pensiero che riconosce l’esistenza di un Dio come prima causa, creatore e ordinatore del mondo. Tale credenza che è stabilita dalla Ragione Naturale, costituisce, assieme all’immortalità dell’anima, il nucleo centrale della Religione Naturale.

Pur non risultando sotto molti punti di vista in contrasto con le posizioni teologiche delle chiese cristiane, il Deismo assume durante i secoli XVIII e XIX valenze e significati polemici contro le religioni storiche, le Chiese ufficiali, contro l’idea di rivelazione e di mistero. Tutto ciò in nome della Ragione e della Libertà di Pensiero, come distacco dalle ortodossie ecclesiali e rivendicando l’autonomia delle leggi morali e l’immagine razionale di un Dio architetto del cosmo, che fa capo ad una nuova scienza.

Il termine Deismo deriva dal latino deus, Teismo dal greco theòs. I due termini sono stati talvolta considerati sinonimi, anche se Kant opera una distinzione.

Deista è “colui che ammette solo una teologia trascendentale”, e Teista è invece “colui che ammette anche una teologia naturale”.

Nel primo caso si può conoscere con la nostra ragione l’esistenza di un essere originario, ma il concetto che ne abbiamo è di un essere totalmente reale ma non ulteriormente definibile. Nel secondo caso la ragione è in grado di definirlo ulteriormente come un essere che contiene in sé l’origine di tutte le cose.

Il Deismo matura nel 1600/1700 contestualmente al formarsi di una ragione critica, alla crisi della coscienza religiosa dopo le polemiche tra Cattolici e Riformati, alla scoperta di religioni più antiche del Cristianesimo.

In noma della Ragione e della Libertà di Pensiero, il Deismo si oppone al dogmatismo delle religioni positive e cerca di definire un nucleo “naturale” e conforme alla ragione della religione, in cui gli uomini possono concordare.

Il Deismo diviene quindi portatore di ideali di tolleranza religiosa  e di critica all’autoritarismo ed al settarismo. Il Deismo non ha comunque potuto evitare l’accusa di ateismo e relativismo, altri “ismi”, da parte delle Chiese che ponevano l’ortodossia teologica a baluardo della loro sopravvivenza..

Va detto che la Massoneria non è, e non ha, una sua filosofia, e non è una religione, né una contro-Chiesa, né si assume l’onere di sostituirla ed annullarla. L’adesione alla Massoneria non impone e non propone neppure un credo politico e tanto meno religioso.

I nostri Landmarks sono a tal proposito molto chiari in termini di politica e di religione. Impongono in ogni caso l’accettazione della figura del Grande Architetto dell’Universo (GADU) che è una formulazione lessicale di carattere deistico ed illuministico. Detta definizione consentiva comunque di accogliere nei Templi uomini appartenenti a fedi diverse, ma accomunati da una verità che si riassume nell’Ente Supremo che può essere concepito in chiave monoteistica o politeistica, come Dio rilevato dalle Religione Rivelate, ma anche come Dio interiore, individuato nella propria rappresentazione spirituale.

Questa posizione era altresì necessaria per evitare pericolose contrapposizioni dopo la Guerra dei Trent’Anni che in Germania aveva dimezzato la popolazione, e dopo il periodo di Cromwell in Inghilterra. Evitava inoltre pericolose dispute su tematiche teologiche che erano state oggetto di duri scontri, purtroppo non limitati al solo ambito spirituale.

Masoneria

Si voleva evitare che tra fratelli potessero nascere dispute sulla supremazia di una religione rispetto ad un’altra, concetto valido allora come ora.

Ritengo più che mai necessario contestualizzare al 2016 la tematica affrontata. A mio giudizio nelle nostre officine si possono trattare i temi del sacro e del divino in ottica antropologica, sociologica e psicologica, non certo in termini teologici e confessionali, essendo nel primo caso posta la centralità dell’Uomo che percorre il proprio cammino spirituale, ma comunque nel rispetto della propria coscienza.

Dopo un secolo inquietante come il Novecento, ora nel post-moderno prendiamo atto di un riaffermarsi di integralismo politici e religiosi, di squilibri socio-economici con una pericolosa caduta di valori culturali, morali e di senso critico. Vengono meno valori condivisi, possibilità di dialogo, di tolleranza e di solidarietà.

Dobbiamo continuare a lavorare, consapevoli del nostro patrimonio di ideali e di valori, e delle sfide, numerose e impegnative, che ci aspettano.

S:. M:.

 

 

 

 

 

 

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